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 Invito alla riflessione...                   
 
15 Settembre  2019  Lc. 15,1-32

un uomo/figlio che pretende ed esige, che corre in una corsa carica di follia, in fretta ed ansia di sapere e di vivere, si sofferma e giace, assapora e si sazia, senza tempo e pensiero: egli ha, possiede e consuma finché avrà.

Ma si perde con la sua identità, non riconosce neanche i volti più comuni circolanti, non riesce più a parlare con alcuno, ha dimenticato le parole, quelle del dolore, della gioia, del saluto e dell’amore.

Tenta allora di grugnire, ma quelli neanche lo percepiscono perché affannanti ed ingordi sono intenti ad altri sapori e richiami.

Allora il figlio disse e il padre lo baciò, e poi anch’egli disse.

Un racconto d’azione, come la vita, con protagonisti reali e veri, perché ogni uomo può con-dividere questa parabola, queste vicende, questi segmenti/stazioni dei percorsi dell’esistenza. Azioni umane e divine, folli e struggenti, azioni che rivelano tutto l’uomo con i suoi amori e tradimenti, tutto Dio con la sua passione e com-passione: è la tragedia che questo Dio trasfigura in commedia.

di chi sa essere giusto, come Lui

di chi sa benedire anche da lontano, come Lui

di chi sa aspettare anche piangendo, come Lui

di chi sa abbracciare e baciare, come Lui

di chi sa intravedere e correre, come Lui

di chi sa sorridere e banchettare, senza riserve e senza alterigia, come Lui

di chi sa avere compassione, perdonare e fare il padre, come Lui

di chi sa dare lezioni di vita, dopo averle prima vissute, come Lui.