Invito alla riflessione...                     19 Luglio 2020 Mt. 13,24-43

- Tra parabole e similitudini, alla folla e ai discepoli, il Maestro narra, interpreta e presenta il Regno, quello dei Cieli e della Terra insieme. Zizzania, senape, lievito: contestualità tra valori e limiti, tra tensioni ed energia di progetti e di impegni, del Regno.

- Potenzialità e trionfi di vita appagano interrogativi e logiche umane, segnate dai ritmi di semina, di crescita e di sviluppo, di traguardi raggiunti secondo cicli di ogni ragione. Resta sospeso il Bene, tra i mali; richiedono esplicitazioni gli intrecci tra percorsi carichi di ostacoli, tra cadute e sconfitte e albe di buone intenzioni e desideri di vita.

- Perché il male, le zizzanie devastanti e soffocanti che invadono spazi, alienano linfe di vita, ostacolano espansioni di grano? Perché coevi, bene e male? Perché Dio spettatore inerte di vigorosa zizzania che pregiudica crescite e aneliti di giustizia? Una radicale e pronta condanna a sradicamenti ed eliminazioni potrebbe garantire futuri progressi e liberatorie beatificazioni a privilegiati destinatari già pronti con i loro covoni ad accogliere vigoroso e prospero grano.

- Essi si sentono già gli eletti di una florida stagione, già lodatori del Padre che ha seminato abbondante grano nei loro campi, prossimi a gustare i sapori di ogni bontà. Pretendono pertanto spiegazioni ed interventi per legittimare zizzanie e chiedono di distruggere alla radice possibili commistioni e compromessi. Ma la storia inizia e va, pur tra trame opposte o distruttive, ma senza pregiudizi. Perché solo al termine, a maturazione, a completamento, tutto si autovaluterà e si giudicherà.

E nella crescita si distinguono zizzanie di potenza e di grandezza che hanno posto tra i regni degli uomini, non in quello dei Cieli. Affiorano tensioni di forza per imporre condizioni e soffocare libertà, tentazioni di corruzioni per legittimare strumenti da piegare a nobili fini. Sono le tentazioni di uomini, di chiese, di comunità.

- Ma il Regno dei Cieli è connotato da semplicità, mitezza, purezza e povertà di cuore e di spirito: e chi in esso vive ha speranza e fiducia in Dio solo, nel Padrone che ha seminato, nella giustizia sua paterna, nel suo giudizio che valuta e riconosce destinazioni e ultimi tempi.

- E il male? Ambigua, come il male, la zizzania che, seminata, nasce e cresce nei campi della Terra: essa è là in quei luoghi, e va riconosciuta e tagliata, anche perché nociva e urticante, foriera di scandali e di ingiustizie. Ed ogni uomo, ogni comunità impari a trattarla, senza pregiudizi, riciclarla tra i processi di individuazione, di accoglienza e di recupero, perché il Regno dei Cieli è accogliente come l’albero di senape, è ricco di energie come un lievito che traspira e trasfonde ottimismi e speranze di autentici tempi futuri.